Genova – É arrivata pochi minuti fa presso la cappella dell’ospedale San Martino di Genova la salma di Emanuele Galeppini, ragazzo genovese di appena 16 anni (ne avrebbe compiuti 17 tra pochi giorni) morto nel tragico incendio di Crans-Montana avvenuto la notte di Capodanno e costato la vita a 40 persone.
Il feretro del giovane e di altri quattro dei sei italiani morti è arrivato intorno all’ora di pranzo all’aeroporto di Linate. Da lì il viaggio via terra in direzione del capoluogo. Ad attenderlo all’atterraggio erano presenti Marco Bucci e l’assessore Giampedrone, mentre all’arrivo nel capoluogo ligure la sindaca Silvia Salis. La salma è stata benedetta da monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova.
Galuppini si trovava all’interno del locale Le Constellation per festeggiare il Capodanno con alcuni amici, quando è scoppiato l’incendio che nel giro di pochi secondi ha reso il posto un vero e proprio inferno.
Intanto, dopo che tutte le vittime e anche i 116 feriti sono stati riconosciuti – per molti di loro è stato possibile farlo solo a seguito del test del DNA – proseguono le indagini per cercare di far luce su quanto accaduto e per chiarire le responsabilità.
I proprietari del locale sono stati inseriti nel registro degli indagati, ma non si placano le polemiche in merito al loro mancato arresto: la procuratrice generale svizzera ha spiegato come al momento non ci siano i termini per far scattare le manette.
Intanto, come confermato questa mattina dal ministro Valditara, mercoledì 7 gennaio, alla riapertura dopo le festività natalizie, nelle scuole verrà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.
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