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La Spezia, morto lo studente accoltellato a scuola

candela
La Spezia – Non ce l’ha fatta lo studente di 19 anni accoltellato questa mattina, a scuola, nell’istituto Domenico Chiodo, da un altro ragazzo minorenne. Nonostante tutti gli sforzi dei medici ed un delicatissimo intervento chirurgico, il ragazzo è deceduto in serata a causa delle terribili ferite inferte con due coltellate all’addome.
La notizia del decesso si sta diffondendo sui social suscitando un’ondata di cordoglio e di proteste per il luogo dove la tragedia è avvenuta: una scuola.
Ancora poche le informaziono su quanto avvenuto ma sembra che i due giovani – forse rivali per questioni sentimentali – fossero in lite già da qualche giorno, in una spirale di rabbia che è cresciuta sino allo scontro di oggi, all’ora di pranzo, quando i due si sono affrontati ancora una volta e la lite è degenerata velocemente in un vero e proprio scontro fisico.
Uno dei contendenti avrebbe estratto un coltello da cucina che si era portato da casa ed ha colpito all’addome, con due fendenti terribili, il “rivale” che si era rifugiato in una classe chiedendo aiuto.
Le persone vicine, sembra anche una insegnante, non sono riuscite a fermare l’aggressione ma hanno subito dato l’allarme consentendo l’arrivo dell’ambulanza.
Il ragazzo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che, però, non gli ha salvato la vita.
In una chat della scuola circolano le foto del ragazzo armato di coltello che gira nella scuola.
Il ragazzo che ha colpito la vittima è stato fermato e si trova sotto sorveglianza con l’accusa di omicidio premeditato per aver portato l’arma da casa.
Nelle prossime ore verrà ascoltato dal magistrato incaricato di seguire la vicenda.
“Quanto accaduto all’Istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” della Spezia è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “L’Amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la tragica morte del giovane studente coinvolto nell’aggressione avvenuta questa mattina presso l’Istituto Domenico Chiodo. Alla sua famiglia, e in particolare ai genitori colpiti da un dolore immenso e inaccettabile, va la più sentita e sincera vicinanza di tutta la comunità.
Quanto accaduto rappresenta un episodio di estrema gravità e assolutamente intollerabile. È inconcepibile che un giovanissimo studente possa perdere la vita a seguito di un’aggressione con un’arma all’interno di un istituto scolastico, luogo che per sua natura deve essere sinonimo di sicurezza, tutela e serenità.
Esprimiamo profonda preoccupazione per il ripetersi di episodi di violenza che non possono e non devono in alcun modo diventare consuetudine. È dovere delle istituzioni, in sinergia con tutti i soggetti competenti, rafforzare ogni azione utile a prevenire simili tragedie e a garantire la sicurezza dei cittadini, a partire dai più giovani.

Le nuove generazioni rappresentano il futuro della nostra comunità ed è responsabilità di tutti offrire loro esempi positivi e un contesto educativo fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla legalità. In questo momento di immenso dolore, l’Amministrazione si stringe attorno alla famiglia del giovane, ai suoi cari, ai compagni di scuola e a tutto il personale dell’istituto”.

“Un fatto che scuote profondamente l’intera comunità spezzina – scrive la Cgil La Spezia . e che ripropone con forza il tema della sicurezza nelle scuole, troppo spesso affrontato con slogan e risposte emergenziali, anziché con politiche educative strutturate e preventive”
“Quanto accaduto – dichiara la Flc CGIL – è un evento drammatico che non può e non deve essere derubricato a fatto isolato. La violenza non nasce nel vuoto, ma si alimenta in un contesto sociale che troppo spesso rinuncia al ruolo educativo delle istituzioni, a partire dalla scuola”.

“Ribadiamo con forza – prosegue Scotti – che la violenza non si sconfigge con la repressione, con l’inasprimento delle sanzioni o con misure esclusivamente punitive, che non risolvono le cause profonde del disagio. Si sconfigge invece con l’educazione e la formazione, con l’ascolto, la condivisione, la prevenzione, con il rafforzamento del ruolo della scuola come luogo di cura, di civismo e di democrazia; e servono per tutto questo risorse e personale.”

La Flc CGIL chiede alle istituzioni scolastiche, locali e nazionali, di aprire immediatamente un confronto serio con la comunità educante – studenti, famiglie, lavoratrici e lavoratori della scuola – per costruire percorsi strutturati di educazione al rispetto, alla gestione dei conflitti e al dialogo.

“La scuola deve continuare ad essere uno spazio sicuro, inclusivo e accogliente – conclude la Flc CGIL – in cui nessuno debba entrare con la paura di non tornare a casa. Investire in educazione è l’unica strada possibile per prevenire tragedie come quella di oggi”.

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