HomeImperiaCronacaMigranti respinti dalla Francia, AVS: situazione intollerabile

Migranti respinti dalla Francia, AVS: situazione intollerabile

Ventimiglia (Imperia) – Un appello per la creazione di una struttura umanitaria al confine con la Francia per offrire un minimo conforto e assistenza medica ai Migranti che stazionano nel territorio di Ventimiglia cercando di passare il confine finendo per lo più con l’essere respinti.
“Ogni giorno, a Ventimiglia, cinquanta migranti sono costretti a vivere all’addiaccio e in giacigli di fortuna, sul greto del Roja, sotto ponti e cavalcavia. Questo numero cresce coi migranti in transito. Dopo la chiusura del punto di prima accoglienza del Parco Roja, l’unico servizio garantito al confine è il Punto di Assistenza Diffusa, riservato esclusivamente a nuclei famigliari e donne sole, con una capienza massima di 20 posti. Chiediamo che sia aperta in tempi rapidi una struttura umanitaria per dare un minimo di conforto a chi non riesce a varcare la frontiera con la Francia e si ritrova senza un tetto”
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS, denunciano l’emergenza dei migranti respinti al confine con la Francia e presentano una proposta in Regione per cercare di affrontare il problema umanitario a Ventimiglia. Una delegazione di Alleanza Verdi Sinistra (composta dai due consiglieri regionali, da Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana, da Gabriella Badano, Giuseppe Famà e Daniela Lantrua) ha effettuato un sopralluogo nel Punto di Assistenza Diffusa a Ventimiglia e nella zona di confine tra Italia a Francia, dove quotidianamente, da ormai dieci anni, i migranti senza documenti sono respinti dalle autorità francesi.
“L’assenza di servizi adeguati espone i migranti a maggiori rischi di sfruttamento, tratta di esseri umani, violenze e gravi conseguenze sul piano della salute fisica e psichica. Le organizzazioni operanti sul territorio segnalano un aumento di situazioni di fragilità complesse, tra cui dipendenze patologiche, disturbi psichiatrici e patologie croniche, che richiederebbero un intervento sanitario specialistico e integrato. In questo quadro di abbandono, si moltiplicano le ricadute negative sulla salute pubblica e sulla convivenza civile, generando disagi e tensioni sociali nei quartieri maggiormente interessati”, sottolineano Candia e Casella.
“Negli ultimi mesi, è stato annunciato l’accordo fra Ministero dell’Interno, Prefettura e Comune per l’apertura di un nuovo Punto di Accoglienza Diffusa per uomini soli ma, allo stato attuale, non è ancora stata chiarita l’ubicazione e il periodo in cui potrà diventare usufruibile. Inoltre ci lascia perplessi la capienza dichiarata di 25 posti, che si prospetta insufficiente, soprattutto in estate. La Regione deve sollecitare il governo italiano a realizzare un centro adeguato alla gestione di questa emergenza, che da oltre dieci anni coinvolge il territorio di Ventimiglia”, affermano i rappresentanti di AVS in Regione.

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