Genova – Oltre 1.000 km di fibra ottica sottomarina collegano ora Sicilia, Sardegna, Lazio e Liguria con velocità di più di 26 Tbps per coppia di fibre. Una rete resiliente e sicura che rafforza la rete digitale italiana e collega l’Italia ai principali hub del Mediterraneo.
Sono i risultati presentati questa mattina, a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova e che raccontano del completamento del sistema di cavi sottomarini Unitirreno con cui l’Italia si dota di un’infrastruttura digitale di rilevanza strategica che collega la Sicilia alla Liguria, passando per Roma-Fiumicino e Olbia.
L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi investimenti infrastrutturali degli ultimi anni per il rafforzamento della connettività digitale italiana ed europea, in un contesto di crescente centralità delle reti per lo sviluppo economico, industriale e geopolitico.
Il progetto è stato realizzato da Unitirreno ed è il primo open cable system a 24 coppie di fibre ottiche operative al mondo, esteso per oltre 1.000 chilometri e in grado di garantire capacità di 26 Tbps per coppia di fibre, per una capacità totale di 624 Tbps.
Quella di Unitirreno è una dorsale digitale di importanza nazionale e internazionale, progettata per offrire connessioni sicure, ridondate e a bassa latenza tra Nord e Sud Italia. L’infrastruttura introduce rotte alternative per il traffico europeo e mediterraneo, collegando direttamente Europa, Africa e Medio Oriente, e funge da piattaforma avanzata per servizi cloud, applicazioni industriali, fintech e altri servizi mission-critical.
Grazie ai punti di snodo strategici a Genova, Roma-Fiumicino, Olbia e Mazara del Vallo, Unitirreno contribuisce ad attrarre investimenti in data center, colocation e servizi ICT, rafforzando la autonomia digitale italiana e il posizionamento del Paese come hub euro-mediterraneo dei dati.
Secondo la International Telecommunication Union (ITU), oltre il 95% del traffico dati e delle comunicazioni internazionali viaggia oggi su cavi sottomarini, che costituiscono il cuore fisico di Internet, mentre le reti satellitari coprono solo una quota marginale del traffico globale. Una rete mondiale che supera 1,3 milioni di chilometri e che, con circa 200 guasti l’anno, evidenzia la necessità di investire in resilienza, ridondanza e sicurezza. Non a caso, la Commissione europea ha inserito le reti di comunicazione sottomarine tra le infrastrutture strategiche da proteggere, mentre ENISA richiama esplicitamente il tema della sovranità digitale e della protezione dei dati.
Il Mediterraneo è oggi uno dei principali crocevia mondiali dei cavi sottomarini, collegando Europa, Africa e Medio Oriente, e l’Italia – per posizione geografica – rappresenta una cerniera naturale dei flussi digitali Sud–Nord.
Strategia industriale e visione di lungo periodo
Il progetto Unitirreno nasce da una scelta strategica di lungo periodo: definire una nuova rotta digitale nel cuore del Mediterraneo, rafforzando il ruolo dell’Italia come piattaforma infrastrutturale per i flussi globali di dati. In questa prospettiva, essere il primo open cable system a 24 coppie di fibre operative al mondo significa moltiplicare la capacità di trasporto dei dati lungo un’unica dorsale, rendendo la rete più potente, più resiliente e meno dipendente da singoli punti di passaggio. Un primato che colloca il Paese tra gli attori capaci di anticipare l’evoluzione delle infrastrutture digitali globali.
Unitirreno non è solo un’infrastruttura di trasporto, ma un asset industriale progettato per l’era del cloud e dell’intelligenza artificiale, basato su tecnologie di nuova generazione e su landing station pensate per gestire traffico AI-native. Una dorsale concepita non per Internet “come lo conosciamo oggi”, ma per sostenere la domanda di dati dei prossimi decenni, con una capacità di sistema che guarda al 2028 e oltre.
Vantaggi competitivi e nuove rotte dei dati
Rispetto alla fibra terrestre tradizionale, i cavi sottomarini di Unitirreno consentono di ridurre la latenza fino al 50%, creando un corridoio digitale ad alta velocità tra Nord e Sud Italia, più stabile e meno esposto a interruzioni. La scelta di Genova come hub principale posiziona l’approdo ligure come alternativa italiana alla storica rotta di Marsiglia, fino ad oggi snodo dominante del Mediterraneo, permettendo all’Italia di collegarsi direttamente con Nord Africa, Medio Oriente ed Estremo Oriente e rendendo anche i data center nazionali una opzione competitiva a livello internazionale.
Oltre alla capacità e alla velocità, i cavi sottomarini rappresentano un’infrastruttura critica anche sotto il profilo della sicurezza internazionale. La crescente diffusione del cloud computing e delle applicazioni di intelligenza artificiale ha aumentato in modo significativo il volume e la sensibilità dei dati che transitano attraverso queste dorsali, rendendole centrali tanto per le operazioni degli Stati quanto per quelle delle imprese private.
Il completamento dell’infrastruttura Unitirreno è stato presentato nell’evento “Genova, Porto dei Dati”, ospitato nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi e patrocinato dal Comune di Genova, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo industriale per discutere il ruolo delle infrastrutture digitali strategiche nello sviluppo economico, tecnologico e geopolitico del Paese.
A Genova, Unitirreno approda attraverso un “bore pipe” – tubazione che funge da alloggiamento per i cavi – lungo 1 km, interrato sotto il fondale marino, che consente un atterraggio rapido e sicuro dei cavi. Il tratto urbano verso il Lagaccio Digital Hub sfrutta un tunnel sicuro senza necessità di nuove escavazioni, con percorso antisismico a oltre 1,2 metri sotto il livello stradale e accesso controllato ad uso esclusivo delle infrastrutture. La Landing Station è integrata con un data center open e neutral, punto di atterraggio dei cavi e hub di interconnessione con reti nazionali e internazionali, rendendo Genova un nodo strategico per la connettività italiana e mediterranea.
“Con Unitirreno abbiamo realizzato un’infrastruttura che va oltre la dimensione tecnologica: è un progetto strategico per il Paese – ha dichiarato Renato Brunetti, AD di Unitirreno e Unidata. – Dotarsi di reti sicure e performanti significa rafforzare la sovranità digitale, sostenere la competitività delle imprese e creare le condizioni per una crescita sostenibile di lungo periodo”.
“Oggi l’economia reale corre su reti digitali e la connettività è diventata un’infrastruttura vitale. Con il progetto Unitirreno abbiamo dato vita a un asset strategico che consolida il ruolo dell’Italia, e di Genova, come snodo nevralgico nelle rotte globali dei dati. La nostra è una visione di lungo periodo, orientata a garantire stabilità e resilienza a beneficio dell’intero sistema Paese”, ha affermato Andrea Cornetti, Presidente Unitirreno e AD Real Estate & Infrastrutture di Azimut Libera Impresa Sgr.
Operatori e partner già pronti a utilizzare Unitirreno
Unitirreno non è solo un’infrastruttura pronta all’uso, ma un vero e proprio ecosistema digitale già scelto da importanti attori del settore.
Tra i primi operatori a puntare su Unitirreno, Fastweb ha siglato nel dicembre 2024 un accordo strategico per l’utilizzo di una tratta della rete in fibra sottomarina, con possibilità di estensione ad altri segmenti e una collaborazione commerciale per la vendita wholesale dei servizi. Nel novembre 2025, Unitirreno,Open Fiber e SIPORTAL hanno annunciato l’attivazione del collegamento di trasporto che unisce il circuito Open Fiber Olbia–Fiumicino al sistema di cavi sottomarino Unitirreno, che approda all’interno del Data Center Gallura di SIPORTAL.






















