Bordighera (Imperia) – Potrebbe essere oggi il giorno della verità per la morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata morta nell’abitazione della madre, nel comune di Bordighera, nell’imperiese.
Oggi arrivano infatti i Ris che esamineranno palmo a palmo l’abitazione della madre, Manuela Aiello, 43 anni, in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale e quella del compagno di lei, in località Massabò, nel comune di Perinaldo.
Gli uomini del Ris cercheranno tracce che possano far capire se, davvero, la morte della piccola possa essere in realtà avvenuta nell’abitazione dell’uomo, anch’esso indagato per le stesse ipotesi investigative e non nell’abitazione della madre.
Secondo le prime verifiche del medico legale, infatti, la morte risalirebbe alla notte tra l’8 ed il 9 febbraio e il corpicino sarebbe stato trasportato in macchina dalla madre, insieme alle sorelline di 9 e 10 anni, sino all’abitazione familiare. Solo qui, la donna avrebbe deciso di chiamare il 118 dichiarando che la piccola non respirava più.
Una ipotesi investigativa supportata dagli spostamenti ripresi dalle telecamere di sorveglianza che contraddicono la ricostruzione dei fatti resa dalla donna.
Oggi verrà eseguita anche l’autopsia sul corpicino martoriato della piccola Beatrice e gli esami medico legali potranno dire quando è morta la piccola e cosa l’abbia in realtà uccisa.
Improbabile che la causa sia da ricercare nella caduta dalle scale denunciata dalla madre e tuttavia resta comunque inspiegabile perchè la donna, anche ipotizzando la caduta, non si sia recata in ospedale a seguito della caduta per 5-6 scalini come ha raccontato.
Per il medico legale che ha esaminato per primo il cadavere, i segni e i lividi presenti sul corpicino non si spiegano con la caduta ma, piuttosto, con colpi inferti con violenza e con un corpo contundente.
Segni che testimoni avrebbero notato a più riprese sulla piccola e che descrivono la madre come particolarmente dura con la piccola.
Tutti elementi che fanno propendere per un omicidio più che ad una tragica fatalità.
La madre, dal carcere, continua a ripetere di non aver fatto nulla e forse anche dall’interrogatorio del compagno potrebbero emergere elementi utili a chiarire in contorni di questa ennesima tragedia che poteva essere evitata se tutti avessero fatto quello che era giusto fare.
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