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Genova, Mercato del Carmine, verso la decadenza della concessione

Mercato del Carmine GenovaGenova – Il Mercato del Carmine deve riaprire o tornerà alla collettività. E’ la sintesi di quanto emerso nel corso della commissione del Comune che ha esaminato il futuro del mercato che ha chiuso i battenti per l’ennesima volta e che sembra destinato a non riaprire in tempi brevi, almeno con l’attuale concessionario.
L’assessore al Commercio Tiziana Beghin ha voluto chiarire alcuni punti della vicenda “visto che circolano ricostruzioni fantasiose da parte di chi in aula o non c’era o non capisce o banalizza per proprio tornaconto e propaganda”.
Il Comune ricorda che il concessionario ha un diritto, ma anche dei doveri. Se vuole proseguire, può legittimamente ancora farlo. Ha ancora la concessione fino al 2027. Ma deve farlo subito, presentando garanzie reali. Diversamente, il Comune procederà con la decadenza visto che non ci sono più margini di attesa.
Non ci sarà alcun prolungamento e canoni gratuiti?
“In aula – ha spiegato Beghin – è stata avanzata l’ipotesi di prolungare la concessione, addirittura senza pagare i canoni, come già successo per il 2022-23 con la scusa del Covid. E’ stato detto in modo chiaro e inequivocabile: non se ne parla. Il concessionario dovrà presentare un piano economico solido, che dimostri la sostenibilità dell’operazione. Senza se e senza ma. Questi sono i diritti e i doveri di chi opera con l’istituzione”.
L’attuale amministrazione ribadisce che il “voglio, posso, comando” non è il nostro metodo”.
“La scorsa amministrazione – aggiunge Beghin – ha fallito su questo tema, con il decisionismo spinto, la scarsa preparazione, senza preventive analisi e valutazioni oggettive, presi dalla smania del cosiddetto “fare”. Abbiamo visto tutti i risultati fallimentari di questa e altre iniziative. Noi abbiamo scelto la strada opposta: studi d’impatto, percorsi partecipativi con residenti, associazioni e attività del territorio. Perché il Carmine non è di nessuno, è di tutta la città. E le decisioni si prendono insieme, non dall’alto”.
Il nodo più spinoso: i costi energetici
Secondo il Comune sarebbe inutile aprire qualunque attività se prima non si affronta il problema dei costi energetici, che hanno contribuito ad affossare tutte le gestioni precedenti.
“Personalmente – ha spiegato Beghin – mi sto muovendo per quantificare ogni voce di spesa e valutare soluzioni compatibili con la Soprintendenza. Senza questo passaggio, si torna al fallimento. Ed è lo step zero, parallelo alle consultazioni già iniziate da mesi.
Abbiamo atteso. Forse anche troppo”.
E’ stato concesso tempo al concessionario, in considerazione degli investimenti fatti e delle rassicurazioni ricevute dalla giunta precedente.
“Ci sembrava doveroso – prosegue ancora l’assessore – nel rispetto di chi investe nella nostra città ribadire la serietà dell’amministrazione. Possiamo avere anche visioni diverse, ma chi investe nella nostra città non vedrà cambiare le carte in tavola appena cambia la giunta, nel limite ovviamente della correttezza giuridica. Ma in commissione siamo stati cristallini: il tempo dell’attesa è finito. Ben prima del 2027”.
Al termine della commissione, il Comune ha registrato con grande soddisfazione il sostegno delle associazioni presenti.
“Un segnale importante – chiude Beghin – che ci conferma che l’approccio partecipativo e trasparente è quello giusto per restituire il Carmine alla città.
Il Carmine tornerà alla collettività. Con regole chiare, sostenibilità economica e una destinazione d’uso che non potrà più essere solo ristorazione, ma dovrà aprirsi a funzioni sociali e aggregative”.

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