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Genova, migliaia di genovesi alla fiaccolata per Gaza e la Global Sumud Flotilla

Genova corteo Global Sumud FlotillaGenova – Un fiume di persone, oltre 50mila, ha partecipato ieri sera alla fiaccolata organizzata per chiedere la Pace in Palestina e per accompagnare il carico di aiuti umanitari che salperà con la Global Sumud Flotilla alla volta delle coste della Striscia di Gaza per cercare di violare pacificamente il blocco navale imposto illegalmente dall’esercito israeliano proprio per impedire gli sbarchi di merci e di aiuti.
Cinquantamila persone secondo la Questura, oltre il doppio secondo gli organizzatori, ma certamente un fiume che mentre la testa arrivava al Porto Antico, passando per la Sopraelevata, aveva ancora la coda in via Belleydier, a Sampierdarena, dova ha sede Music for Peace che ha rappresentato il cuore pulsante delle attività di raccolta degli aiuti.
Una manifestazione “trasversale” a partiti e movimenti e che voleva solo dire “basta” a violenze e soprusi perpetrati dall’esercito di Israele e dai suoi governanti alla popolazione civile e innocente di Gaza e della Palestina.
Una mobilitazione che lancia un segnale preciso: gli italiani vogliono che i massacri finiscano subito e che le armi cessino di sparare e di tenere nel terrore centinaia di migliaia di persone che non hanno nulla a che vedere con il vile attentato del 7 ottobre in Israele e e che non possono pagare le colpe di un gruppo di terroristi sanguinari.
Il fiume di persone che si è mobilitato a Genova ha accompagnato idealmente le 45 tonnellate di generi alimentari e aiuti (ne sono state raccolte oltre 200 tonnellate) destinate ad essere imbarcate sulle imbarcazioni che partiranno da Genova per unirsi alla Global Sumud Flotilla, la flotta pacifica e “ribelle” che cercherà di violare il blocco navale imposto al di fuori del diritto internazionale, del governo israeliano per affamare Gaza.
Un carico raccolto in pochi giorni con una catena di solidarietà senza precedenti che ben dimostra la volontà di aiutare e sostenere il popolo palestinese “senza se e senza ma”.
Un segnale molto forte anche per il Governo italiano e per l’Europa che, sino ad ora, si sono limitati a criticare le violenze e i massacri ma senza prendere una posizione forte, ad esempio con sanzioni o con la richiesta di una forza multinazionale di Pace che si frapponga tra lo stato di Israele e quel che resta della Palestina per consentire la nascita di due Stati indipendenti.
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