HomeGenovaCronacaTeatro Carlo Felice, inclusione a giorni alterni per i disabili

Teatro Carlo Felice, inclusione a giorni alterni per i disabili

Teatro Carlo FeliceGenova – Inclusione ma non troppo per il Teatro Carlo Felice che annuncia l’attivazione di nuovi servizi di accessibilità in occasione dello spettacolo de Il Trovatore, con l’obiettivo dichiarato di ampliare la partecipazione culturale e confermare il ruolo del teatro come presidio aperto a tutti ma non comprende le persone con neurodivergenze tra gli ospiti degli spettacoli veri e propri, limitanto la loro partecipazione alle sole “prove”. A segnalare la dimenticanza l’associazione Genova Inclusiva che ha scritto al Teatro per evidenziare quello che, si augura, sia solo un fraintendimento.
Per Il Trovatore sono stati infatti annunciati diversi lodevoli e auspicati servizi di accessibilità: mappe tattili e contenuti audio per persone cieche e ipovedenti; audiodescrizione in fase di test; traduzione in LIS e sottotitoli per persone sorde e ipoudenti. Presentato anche l’uso di materiali in linguaggio Easy to Read; percorsi multisensoriali pre-spettacolo e accesso anticipato alla sala per favorire un’esperienza più autonoma.
“Tuttavia – spiega Marco Macrì, portavoce dell’associazione – proprio mentre si parla di inclusione, emerge una distinzione che non può passare inosservata. Le persone con disabilità cognitiva o neurodivergenti vengono ammesse, in via sperimentale, esclusivamente a una prova d’assieme di oggi, sabato 10 gennaio, mentre per la recita ufficiale del 22 gennaio sono previste attività dedicate ad altre tipologie di disabilità sensoriali”.
Una scelta che – secondo Genova Inclusiva – “appare in contrasto con il principio di pari diritti: le persone con disabilità cognitiva e neurodivergenti hanno gli stessi diritti culturali delle persone con altre disabilità e non possono essere confinate a esperienze parziali o “di prova”.
“Questa criticità non è nuova – spiega ancora Macrì – Già negli anni precedenti la questione è stata più volte denunciata in Consiglio comunale e portata all’attenzione di leader politici nazionali, sia di destra sia di sinistra, in occasione delle loro visite a Genova. Denunce che hanno evidenziato come la città, nonostante le dichiarazioni di principio, non sia ancora strutturalmente e culturalmente preparata a includere le persone neurodivergenti nei contesti pubblici e culturali”.
Secondo Genova Inclusiva, infatti l’inclusione non può essere selettiva né graduale a seconda della disabilità coinvolta. Non è un favore, non è una sperimentazione permanente: è un diritto.
Finché l’accesso pieno agli eventi culturali non sarà garantito anche alle persone neurodivergenti, parlare di “non lasciare indietro nessuno” resterà una promessa incompiuta.