Genova – Sciopero e presidio dei lavoratori della Mermec STE, davanti alla sede genovese. I dipendenti del gruppo protestano contro ritmi di lavoro esasperati e modifiche negli orari non concordate e che hanno ripercussioni sulla qualità della vita.
La società italiana, leader nella progettazione, produzione e integrazione di tecnologie avanzate per le infrastrutture ferroviarie, opera come “abilitatore” nel trasporto su rotaia offrendo sistemi completi per il segnalamento, le telecomunicazioni, la trazione elettrica, la supervisione e la sicurezza di tunnel e stazioni, con un fatturato in costante aumento che regista una crescita di oltre il 130% nel periodo 2022–2024.
Fondata a seguito dell’integrazione del business ferroviario di Sirti nel 2021, Mermec STE fa parte del gruppo Angel/Mermec, presente in oltre 70 paesi con circa 2.300 dipendenti, di cui circa 200 solo tra Genova e Milano.
“Quindi una grande azienda – spiega Fiom Cgil – in salute, e che però mette in atto un costante atteggiamento padronale che non prende in considerazione il valore della contrattazione nonostante la presenza di delegati sindacali eletti dai lavoratori. Di fatto ritiene di poter fare il bello e il cattivo tempo con i suoi lavoratori attraverso una policy aziendale che può essere modificata a suo piacimento”.
La Fiom Cgil Genova denuncia ancora una volta: “il metodo con cui l’azienda continua a prendere decisioni che incidono profondamente sull’organizzazione del lavoro, con turni massacranti nei periodi di attivazione impianti, così come l’intenzione di ridurre lo smart working da due a una giornata settimanale, senza alcun confronto con le rappresentanze dei lavoratori, oltre che perpetrare una modalità di trasmissione di qualunque decisione che definire unilaterale è un eufemismo”.
A ciò – sempre secondo la denuncia della Fiom Cgil si aggiungerebbe: “l’assenza di criteri trasparenti nelle valutazioni e nei meccanismi definiti “meritocratici”, mai discussi né condivisi. L’azienda continua, inoltre, a ricorrere alla facoltà di assorbire gli aumenti contrattuali nazionali, rinunciando a una scelta che avrebbe potuto rappresentare un segnale concreto di riconoscimento del lavoro svolto e un sostegno reale alle famiglie, già duramente colpite dall’inflazione”.
Questo atteggiamento, ormai consolidato da oltre tre anni, è irrispettoso della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, che meritano ascolto, chiarezza e relazioni industriali corrette, e ha inevitabilmente incrinato i rapporti, segnando un punto di non ritorno.
Per queste ragioni, e dopo un’ampia discussione in assemblea, la rsu Fiom Cgil di Genova ha proclamato uno sciopero di 8 ore nella giornata di oggi 15 gennaio, con presidio dalle ore 8,30 sotto la sede genovese di via Bombrini, come risposta ferma e responsabile a un metodo che rifiuta il dialogo.
“Riteniamo indispensabile – prosegue la Cgil – che l’azienda abbandoni questa linea unilaterale e apra finalmente un confronto vero, basato su regole chiare, accordi sindacali, e relazioni industriali trasparenti”.



















