Bordighera (Imperia) – Due indgati per la morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata morta nel suo lettino dalla madre che, però, secondo la Procura di Imperia, sarebbe la responsabile del decesso.
A portare in questa direzione, secondo gli inquirenti, una serie di testimonianze e di elementi raccolti durante le indagini condotte dalle forze dell’ordine.
In primo luogo ci sarebbero le testimonianze di chi frequentava Manuela Aiello, 43 anni, indagata per l’omicidio preterintenzionale della figlioletta. Alcuni testimoni avrebbero confermato la presenza di lividi sul corpo della piccola anche nelle settimane precedenti alla morte. Inoltre altri testimoni avrebbero raccontato di un comportamento molto “rigido” della donna nei confronti della piccola.
A rafforzare l’ipotesi investigativa che vede la donna responsabile di quanto avvenuto anche la ricostruzione degli sposamenti prima della telefonata di richiesta aiuto al 118.
Secondo gli inquirenti e i sospetti del medico legale intervenuto, la piccola era già morta da ore quando è stato chiamato soccorso e le condizioni in cui è stata trovata non confermerebbero il racconto secondo il quale la piccola sarebbe stata rianimata a lungo.
L’esame dell’autopsia di domani, lunedì 16 febbraio, dovrebbe confermare o smentire anche queste circostanze ma anche e soprattutto capire cosa abbia ucciso la piccola.
L’ipotesi più probabile al momento è che Beatrice sia stata picchiata con un oggetto contundente che potrebbe averle provocato lesioni tali da causarne la morte.
La donna e il suo compagno E.I restano in carcere indagati di omicidio preterintenzionale ma il ruolo dell’uomo sembra destinato a restare marginale.
Nei giorni scorsi l’uomo, nuovo compagno della donna, è entrato nelle indagini come indagato e la sua casa, a Perinaldo, è stata posta sotto sequestro.
Sempre lunedì, arriveranno anche i RIS per esaminare le due abitazioni per cercare elementi utili a stabilire la dinamica che ha portato alla morte della piccola Beatrice.
Quasi certamente esclusa l’ipotesi della morte come consegenza di una caduta dalle scale come raccontato dalla madre. I segni sul corpicino della piccola non sarebbero infatti compatibili con questo tipo di lesioni.
Resta lo sconcerto per una vicenda che, ancora una volta, vede al centro una famiglia di cui in molti sapevano i disagi e le difficoltà ma che evidentemente non è stata sorretta da quella rete di aiuti che dovrebbe scattare in casi come questi.






















