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Liguria – Tre nuovi ospedali a Taggia, nel ponente genovese con l’Irccs degli Erzelli e alla Spezia, investimenti per oltre 52 milioni di euro in tecnologie e apparecchiature, circa 35 milioni di euro per la digitalizzazione e informatizzazione dei Dea di I e II livello, la creazione di una solida rete territoriale con 33 Case di Comunità (14 a Genova), 11 Ospedali di Comunità (4 a Genova) e 16 Centrali Operative Territoriali (6 a Genova): è pronta a partire in Liguria una vera riforma del sistema sanitario regionale, che verrà realizzata nei prossimi anni grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dell’ex articolo 20 della legge finanziaria 67/88 (edilizia sanitaria e nuove tecnologie) oltre che con fondi Inail.
A tracciare il quadro di questa trasformazione della sanità ligure, in parte già avviata, è stato oggi a Genova il presidente della Regione e assessore alla Sanità.

“Usciamo da un periodo complesso – ha affermato il presidente della Regione – dopo due anni di pandemia con tutto quello che il sistema ha sofferto in termini umani, di impegno lavorativo e di stress emotivo. Ringrazio tutti coloro che sono stati in prima linea e chi ha consentito al sistema di reggere l’urto: credo dobbiamo essere particolarmente soddisfatti e anche orgogliosi di come abbiamo reagito e se oggi ci troviamo qui è grazie allo straordinario lavoro che la medicina ha saputo svolgere, in primis con i vaccini ma anche con la capacità di modulare rapidamente la risposta ospedaliera per garantire le cure a chi ne aveva bisogno”.

È stata una prova di efficacia, efficienza e generosità straordinaria. Oggi – ha aggiunto – si apre altra fase, complessa e faticosa, di cui tutti dobbiamo essere consapevoli, sapendo che la Liguria ha eccellenze straordinarie che troppo poco spesso vengono sottolineate. Siamo qui oggi perché tutti possiamo avere un’idea di quello che costruiremo da qui al 2025, la data convenzionale in cui finirà il dispiegamento delle risorse del Pnrr. Si tratta di giganteschi investimenti con il potenziamento delle risposte territoriali, il piano di digitalizzazione degli ospedali, gli interventi di edilizia sanitaria finanziati con le risorse ex articolo20. Poi ci sono alcuni progetti straordinari, tra cui quello per l’ospedale degli Erzelli: mercoledì sarò a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio per firmare l’accordo quadro, tra le prime Regioni in Italia a farlo, sapendo di essere l’unica regione che ha presentato un progetto bandiera legato alla sanità e all’innovazione. Credo però che questa gigantesca mole di investimenti funzionerà solo se sapremo tutti accettare la sfida di lavorare in squadra, per mettere a fattor comune le capacità straordinarie che ci sono nel sistema. È lo stesso principio del Gaslini Liguria, per mettere a confronto conoscenze e professionalità. È un obiettivo a portata di mano. So che parlo a esercito stanco dopo due anni in trincea, ma credo davvero – conclude il presidente della Regione – che se non sfruttiamo questa opportunità non la potremo cogliere mai più. Dobbiamo compiere questo sforzo per modernizzare la nostra sanità una volta per tutte, in modo che sia davvero più efficace e più efficiente per gli anni a venire”.

La realizzazione della Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali determinerà un vero cambio di paradigma nell’assistenza: nella Case di Comunità, in cui opereranno i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, i cittadini troveranno un unico punto di accesso e tutte le prestazioni ambulatoriali (dalla specialistica alla diagnostica, dall’assistenza domiciliare alla telemedicina, dallo screening, ai prelievi alle vaccinazioni). Gli Ospedali di Comunità costituiranno strutture intermedie dedicate alla medio-bassa complessità assistenziale, ai ricoveri brevi, garantendo le cure intermedie e tutta l’assistenza post acuti, anche per consentire un rapido turn over negli ospedali, con una sempre maggiore appropriatezza degli accessi nei pronto soccorso. Il coordinamento della presa in carico della persona avverrà grazie alle Centrali Operative Territoriali, strutture di raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi livelli assistenziali. Finanziati attraverso il Pnrr oltre 50 milioni di euro di interventi per l’adeguamento antisismico delle strutture sanitarie e ospedaliere (Asl3, Policlinico San Martino e Istituto Gaslini) oltre all’ammodernamento del parco tecnologico (tra cui nuovi tomografi, tac, risonanze magnetiche, gammacamera, angiografi, ecografi) cui sono dedicate importanti risorse anche dall’ex articolo 20 della Legge Finanziaria 67/88, dedicato in parte anche all’edilizia sanitaria.